Siete quiP.A.T.I. Camposampierese / Contenuti del Piano

Contenuti del Piano


Tematismi e struttura del P.A.T.I. del Camposampierese

Per il territorio del Camposampierese, coerentemente conquanto previsto dal P.T.C.P., gli obiettivi da perseguire sono i seguenti:

  • elaborazione di una politica territoriale in base alle infrastrutture esistenti ed a quelle programmate;
  • promozione di un'organizzazione razionale delle zone industriali;
  • localizzazione dei centri direzionali e del terziario all'esterno dei centri storici urbani, in prossimità dei grandi nodi di comunicazione, eventualmente prevedendo uno sviluppo ad alta densità insediativa;
  • rilancio e sostegno delle funzioni commerciali e residenziali dei centri storici e delle aree urbane;
  • salvaguardia dell'ambiente naturale, culturale e dei paesaggi, valorizzando contestualmente le risorse umane, naturali e culturali;
  • sviluppo equilibrato delle opportunità insediative, con particolare riguardo alle attività produttive;
  • garantire a tutti - singoli, famiglie ed imprese - l'accesso alle dotazioni territoriali, in specie a quelle di valenza provinciale;
  • perseguire la qualità dell'insediamento urbano-produttivo, sia dell'intera rete urbana, sia delle singole realtà, sul piano funzionale, morfologico e paesaggistico, con l'obiettivo ulteriore di ridurre l'occupazione di suolo, grazie all'azione di rinnovo e recupero delle aree urbane e delle aree per insediamenti produttivi;
  • elevare la mobilità, di persone, cose e informazioni per le esigenze economico-finanziarie in modo sostenibile per l'ambiente, perseguendo gli obiettivi di integrazione e riequilibrio modale, privilegiando i trasporti collettivi su ferro;- tutelare il territorio agricolo e favorire la specializzazione delle produzioni;
  • tutelare il territorio agricolo e favorire la specializzazione delle produzioni.

Il "Documento Preliminare" sottoscritto da tutti i Comuniaderenti al PATI del Camposampierese, individua i seguenti tematismi, che sonostati analizzati ed affrontati puntualmente in sede di progetto:

Tema 1: sistema ambientale
Relativamente al Sistema Ambientale il P.A.T.I. provvede, alla tutela delleRisorse Naturalistiche e Ambientali e all’integrità del Paesaggio Naturale e di interesse storico monumentale, quali componenti fondamentali della “Risorsa Territorio”, rispetto alle quali è valutata la “sostenibilità ambientale” delle principali trasformazioni del territorio anche con riferimento all’art. 4 L.R. n.11/2004 e alla Direttiva 2001/42/CE del 27.6.2001 sulla Valutazione Ambientale Strategica.
Le aree di valore naturale ambientale e storico monumentale, di livello sovracomunale, sono individuate e disciplinate dal P.A.T.I., con i seguentiobiettivi:

  1. tutela e miglioramento delle reti ecologiche;
  2. tutela del paesaggio fluviale;
  3. salvaguardia dei corsi d'acqua e connessione reciproca e con gli altri elementi ambientali di interesse ecologico (reti ecologiche) e delle aree umide;
  4. salvaguardia dell'area a Parco Regionale del fiume Sile, riconosciuto quale Zona di Protezione Speciale (Z.P.S.)
  5. tutela e valorizzazione degli elementi di interesse naturalistico, di carattere idrogeologico e geomorfologico legate ai corsi d'acqua del Sile, Zero, Dese, Draganziolo, Marzenego, Muson Vecchio, Muson dei Sassi, Vandura, Tergola;
  6. tutela delle aree di valore naturalistico, in particolare del paesaggio fluviale di risorgiva, e il mantenimento delle biodiversità, fruizione scientifica e didattica, controllo della fruizione ricreativa compatibile, ecc.);
  7. salvaguardia delle emergenze culturali in relazione con altri elementi ambientali di interesse ecologico;
  8. tutela e valorizzazione del graticolato romano ancora riconoscibile. Il P.A.T.I. recepisce dalla pianificazione regionale/provinciale gli ambiti significativi di interesse storico-culturale del paesaggio e ne specifica la relativa disciplina, in particolare individua gli indirizzi e direttive in merito ai sistemi culturali (centri storici, Ville Venete, immobili di valore monumentale);
  9. tutela dei complessi di edifici di valore storico-monumentale.

Tema 2: difesa del suolo
Il P.A.T.I. provvede alla difesa del suolo attraverso la prevenzione dai rischie dalle calamità naturali, accertando la consistenza, la localizzazione ela vulnerabilità delle risorse naturali, individuando la disciplina generale per la loro salvaguardia.
In particolare è compito del P.A.T.I.:
a. provvedere alla tutela e salvaguardia dell'acquifero libero dell'alta pianura, di grande potenzialità ai fini idropotabili e industriali ed al contempo, ambito caratterizzato da vulnerabilità elevata, in quanto elemento di connessione fra gli acquiferi di pianura e i loro processi di rialimentazione;
b. recepire le eventuali disposizioni degli enti competenti per larazionalizzazione dello sfruttamento idrico per evitare l'attuale depressurizzazione degli acquiferi;
c. definire le aree a maggiore rischio di dissesto idrogeologico e le aree esondabili;
d. individuare gli interventi di miglioramento e riequilibrio ambientale da realizzarsi;
e. definire indirizzi e prescrizioni generali per gli interventi di trasformazione nelle zone sottoposte a vincolo idrogeologico nelle aree urbanizzate o da urbanizzare.

Tema 3: servizi a scala territoriale
Il P.A.T.I. provvede:

  • alla ricognizione dei Poli Funzionali esistenti da consolidare, ampliare e riqualificare (istruzione, centri socio-assistenziali, lavoro, innovazione tecnologica, logistica, ecocentri comunali ecc);
  • alla individuazione degli eventuali ambiti preferenziali idonei per la localizzazione dei nuovi Poli Funzionali di interesse provinciale e relativi bacini d'utenza, gli obiettivi di qualità e le condizioni di sostenibilità ambientale e territoriale;
  • alla definizione dei criteri per l’individuazione delle caratteristiche morfologiche, dell’organizzazione funzionale e del sistema delle infrastrutture e delle dotazioni territoriali necessarie per i poli funzionali di nuova previsione;
  • alla individuazione degli eventuali interventi di trasformazione e qualificazione funzionale, urbanistica ed edilizia, dei poli esistenti;

Tema 4: settore turistico - ricettivo
Il piano valuta la consistenza e l’assetto delle attività esistentie promuove l’evoluzione delle attività turistiche, nell’ambito di uno sviluppo sostenibile e durevole di area vasta, che concili le esigenze di crescita (soprattutto in termini qualitativi) con quelledi preservazione dell’equilibrio ambientale, socio-culturale, agroproduttivo, storicoculturale, ecc., in particolare provvede:

a. all’individuazione di aree, e strutture idonee, vocate al turismo di visitazione, all’agriturismo, all’attività sportiva, ottimizzando e riqualificando le strutture ricettivo-turistiche esistenti;
b. al potenziamento della dotazione di servizi ed il rafforzamento delle attrezzature esistenti, in funzione sia della popolazione locale, che di quella legata alla fruizione turistica, secondo modelli culturalmente avanzati;
c. all'estensione della rete dei percorsi ciclabili di interesse intercomunale;
d. alla promozione e regolamentazione della navigabilità dei corsi d'acqua di rilievo provinciale, inserendoli nei circuiti turistici principali, prevedendo idonea segnaletica, in linea con lo studio provinciale della "cartanautica";
e. alla individuazione di percorsi per la scoperta e la valorizzazione delle ricchezze naturali e storiche del territorio, dei prodotti tipici locali, delle tradizioni proprie del territorio, nonché promozione dei vari settori agro-alimentari puntando alla qualità dei prodotti e alla sicurezza alimentare (lattiero-casearia, zootecnia, orticola, radicchio di Treviso,ecc.).

Tema 5: sistema relazionale, infrastrutturale e della mobilità di interesse sovracomunale
Gli obiettivi del P.A.T.I. sono di raccordo con la pianificazione di settore sovraordinata, provvedendo a definire:

a. la rete di infrastrutture e di servizi per lamobilità di maggiore rilevanza, avendo riguardo anche ai servizi di trasporto in sede propria, al sistema dei parcheggi di scambio e di interconnessione ed agli spazi per l’interscambio tra le diverse modalità di trasporto urbano o extraurbano;
b. le opere necessarie per assicurarne la sostenibilità ambientale e paesaggistica e la funzionalità rispetto al sistema insediativo ed alsistema produttivo, individuando ove necessario, fasce di ambientazione al finedi mitigare o compensare gli impatti sul territorio circostante e sull’ambiente, compreso il graduale interramento delle linee elettriche di alta tensione (elettrodotti) esistenti;
c. la dotazione di servizi alla viabilità sovracomunale;
d. il sistema della viabilità e della mobilità ciclabile di livello sovracomunale, nel rispetto dell’impianto della centuriazione romana e la messa in sicurezza dei relativi attraversamenti.

Tema 6: fonti di energia rinnovabile
il P.A.T.I. provvede al recepimento e approfondimento delle Linee guida progettuali e costruttive elaborate dalla Provincia, incentivanti una maggiore diffusione delle fonti di energia rinnovabili e dei principi di bioedilizia, bioarchitettura e biocompatibilità, al fine di guidare gli attori del processo edilizio nelle fasi di progettazione, costruzione e gestione degli immobili e del risparmio energetico;
ciò attraverso una politica di :

· pianificazione e gestione del territorio più ecologica, che favorisca l’uso di fonti rinnovabili di energia (solare termica, fotovoltaica, geotermica, l’uso delle biomasse, ecc.), incentivi l'attuazione della normativa vigente in materia e l’adozione di buone prassi per la riqualificazione urbana;
· integrazione delle tematiche ambientali nelle proprie programmazioni al fine di ridurre i consumi di energia nel settore edilizio, terziario e industriale;
· promozione dell’applicazione di tecnologie costruttive “sostenibili” incentivando il riuso, il riciclo di materiali in edilizia;
· promozione della certificazione energetica degli edifici;
· partecipazione dei cittadini a modifiche comportamentali a favore dell’ambiente.

Tema 7: sistema insediativo produttivo *
I l piano valuta la consistenza e l’assetto del settore secondario e terziario e ne valuterà le opportunità di sviluppo, in coerenza con i contenuti del P.T.C.P. e con il principio dello “sviluppo sostenibile”, riducendo al minimo l’impiego delle risorse non rinnovabili e perseguendo nell’uso e nella gestione corretta, dal punto di vista ambientale, delle sostanze e dei rifiuti pericolosi e inquinanti.
Particolare attenzione dovrà essere posta:

  • alla definizione dell’assetto fisico funzionale degli esistenti ambiti specializzati per attività produttive di rilievo sovracomunale, caratterizzati da effetti sociali, territoriali e ambientali, che interessano l’ambito territoriale omogeneo dei Comuni, e/o relazionati ad altri comprensori produttivi di livello provinciale, regionale o interregionale;
  • all’individuazione degli ambiti preferenziali idonei alla pianificazione dei nuovi insediamenti produttivi, commerciali e direzionali di rango provinciale, o alla conferma di quelli esistenti, con riferimento alle caratteristiche locali ed alle previsioni infrastrutturali a scala territoriale e dei luoghi per l’integrazione funzionale delle attività produttive;
  • alla definizione dei criteri applicativi di “perequazione territoriale” derivanti dall’accorpamento delle esigenze di sviluppo produttivo di altri Comuni nei poli di rango provinciale;
  • all’individuazione delle “eccellenze produttive” presenti nel territorio intercomunale le cui esigenze di ampliamento possono costituire deroga ai limiti di espansione previsti dal P.T.C.P. per le zone industriali comunali che non sono considerate “Polo di rango provinciale”;
  • all’individuazione degli ambiti preferenziali di localizzazione delle grandi strutture di vendita configurabili quale bacino di utenza degli ambiti di programmazione regionale, sulla base della superficie complessiva assegnata dalla L.R. 15/04;
  • all’individuazione delle aree idonee da destinare alla logistica e alla direzione, organizzazione e promozione delle attività di interscambio di tipo commerciale.

Il piano dovrà garantire i requisiti minimi di sicurezza per le zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante, attuando le disposizioni relative al controllo dell’urbanizzazione, sulla base dello studio allegato al P.T.C.P..

Tema 8: sistema insediativo storico-monumentale *
Il territorio del P.A.T.I. del Camposampierese è caratterizzato dalla strutturazione romana dell’agrocenturiato ancora riconoscibile, che costituisce un patrimonio di rilevante interesse storico, culturale.
In coerenza con la pianificazione di livello superiore P.T.R.C. e P.T.C.P., ilP.A.T.I. dovrà recepire ai fini della tutela e valorizzazione della centuriazione, gli ambiti di paesaggio di interesse storico-culturale, individuando in particolare indirizzi e direttive, in riferimento ai sistemi dei beni culturali costituiti dai centri storici e dagli edifici di interesse storico-monumentale vincolati ai sensi del D. Lgs. 42/2004, e delle Ville Venete catalogate dalla Regione Veneto.
Il P.A.T.I., relativamente agli elementi significativi e alle emergenze storico-monumentali, individuerà, in coerenza con il PTCP:

  • i contesti figurativi degli immobili tra cui emergono la Villa Palladiana “Corsaro” a Piombino Dese, il Palazzo Baglioni di Massanzago e la Villa Wollemborg di Loreggia;
  • gli itinerari di interesse turistico che promuovono il recupero e la valorizzazione del patrimonio esistente lungo gli assi della centuriazione con potenziamento delle strutture extra alberghiere e gli agriturismi, con lo scopo di visitare l’agrocenturiato, le Ville Venete, gli immobili vincolati dal D.L. 42/2004, gli antici Mulini, i parchi e i giardini storici di livello sovracomunale.

*Temi introdotti successivamente, nel 2011, a seguito della decisione dei Comuni di approfondire i contenuti del Piano

IL PERCORSO DI REDAZIONE DEL PATI

Il percorso di redazione del P.A.T.I. è articolato nelle seguenti fasi:

1a fase – Sottoscrizione del Documento di Adesione
Il Documento di adesione è stato siglato in data 10.03.2005 e successivamente integrato in data 23.04.2012 tra i Comuni dell’ambito territoriale omogeneo del Camposampierese, la Provincia di Padova e la Regione Veneto. Con il Protocollo è stata manifestata la volontà di procedere alla elaborazione del P.A.T.I., definendo, in linea generale, l’ambito territoriale, le peculiarità locali e soprattutto i temi di interesse generale che rendono opportuna e significativa la pianificazione intercomunale.

2a fase – Approvazione del Documento Preliminare e dell’Accordo di Pianificazione (1a versione) da parte:
a) dei Comuni di: Borgoricco, Campodarsego, Camposampiero, Loreggia, Massanzago, Piombino Dese, San Giorgio delle Pertiche, Santa Giustina in Colle, Trebaseleghe, Villa del Conte,Villanova di Camposampiero, quali Enti competenti al governo del territorio e alla gestione della pianificazione comunale;
b) della Provincia di Padova, quale ente di coordinamento del Piano;
c) della Regione Veneto quale ente competente all’approvazione del Piano.

L’elaborazione del P.A.T.I. ha avuto inizio con la predisposizione e la condivisione tra i Comuni dell’ambito del Camposampierese e la Provincia di Padova con funzioni di coordinamento, di un Documento Preliminare, approvato da tutte le giunte comunali e provinciali.

L’accordo di pianificazione è stato sottoscritto in data 08.07.2005 e successivamente integrato in data 23.04.2012.

3a fase – Approvazione del Documento Preliminare "integrato" e nuovo Accordo di Pianificazione da parte dei Comuni e della Provincia, a seguito della decisione presa dai Comuni, nel 2011, di implementare il Piano con alcuni tematismi di rilevanza strategica.

4a fase – Compilazione del quadro conoscitivo e confronto con enti-amministrazioni-associazioni economiche e sociali (concertazione)
A seguito della sottoscrizione dell’Accordo di Pianificazione (1a e 2a versione), si è proceduto ad una analisi dello stato di fatto, finalizzata alla formazione del “Quadro Conoscitivo” e cioè del “catalogo delle informazioni associate” indispensabile a definire le “condizioni di sostenibilità degli interventi e delle trasformazioni pianificabili” e le “condizioni di fragilità ambientale”.
Contestualmente all’attività di formazione del quadro conoscitivo è stato avviato (in due fasi) il confronto e la concertazione con gli Enti pubblici territoriali e Amministrazioni preposte alla cura degli interessi pubblici coinvolti.
I Comuni dell’ambito del Camposampierese hanno altresì assicurato il confronto con le Associazioni economiche e sociali portatrici di rilevanti interessi sul territorio e di interessi diffusi, nonché con i gestori di servizi pubblici e di uso pubblico, invitando tutti a concorrere alla definizione degli obiettivi e delle scelte strategiche, relativamente ai temi del P.A.T.I..
A tale scopo sono stati organizzati, in una prima fase (anno 2005), n° 3 incontri, oltre a numerosi incontri specifici con i gestori dei servizi pubblici e di uso pubblico, sui contenuti del Documento Preliminare nella prima versione e, in una seconda fase (anno 2011) n.2 incontri sul Documento Preliminare "integrato" con gli ulteriori tematismi.

5a fase – Elaborazione del P.A.T.I.
L’elaborazione del P.A.T.I. è stata effettuata tenendo conto:
• dello stato di fatto, non solo sotto il profilo meramente conoscitivo, ma, soprattutto, quale elemento propedeutico per una corretta programmazione urbanistica strutturale;
• dei contributi dei rappresentanti tecnico-politici degli undici Comuni del Camposampierese, espressi in numerosi incontri;
• dei contributi pervenuti da parte di enti e associazioni tutti verificate e valutati;
• dell’articolato ed innovativo quadro normativo.

A seguito di una prima versione non ufficiale elaborata nel 2009 si è provveduto ad una revisione completa della stessa con implementazioni, approfondimenti e l'introduzione di nuove tematiche

PROGETTO DEL PATI

Il progetto del P.A.T.I., per i temi di competenza dello stesso, è nato e si è sviluppato guardando alle previsioni del P.T.C.P. nei vari sistemi territoriali da esso affrontati, attuando gli opportuni approfondimenti attraverso l’analisi dei P.R.G. vigenti e relative varianti generali e parziali in fase di definitiva approvazione.
La sfida del Piano è quella di supportare, attraverso politiche territoriali coordinate, il raggiungimento di un modello di sviluppo capace di promuovere una efficace riorganizzazione del sistema produttivo e di quello commerciale e direzionale, finalizzata al progressivo consolidamento di fulcri insediativi selezionati secondo requisiti di abbattimento degli impatti strutturali e infrastrutturali connessi e al controllo della dispersione degli insediamenti produttivi, sia di singoli manufatti, sia di agglomerati industriali e del relativo appesantimento della domanda infrastrutturale, di preservare le risorse, di tutelare e dare identità e qualità all’ambiente, di offrire servizi di qualità ad imprese e abitanti e di garantire una buona accessibilità, favorendo la qualità architettonica in ogni investimento pubblico e privato, anche con il ricorso, per le opere più significative, al concorso di progettazione.
A tale scopo la normativa del P.A.T.I., in conformità agli articoli 35 e seguenti della L.U.R., introduce sistemi di regole e di incentivi per l’iniziativa privata, affinché anch’essa contribuisca a determinare quella complessità funzionale, spaziale e sociale che costituisce la qualità urbana.
L’altro tema a forte rilevanza “strategica” è rappresentato dal sistema infrastrutturale viario che recepisce i contenuti del Piano Provinciale della Viabilità e del P.T.C.P., definendo in modo condiviso i tracciati a scala più di dettaglio, che rappresentano, per le nuove previsioni, dei “varchi” da lasciare liberi rispetto alle nuove urbanizzazioni.
Il PATI evidenzia, altresì, alcune proposte di miglioramento di alcuni tratti di viabilità provinciale.
La definizione delle politiche di trasformabilità dei suoli, riferite al sistema produttivo, scaturisce direttamente dall’applicazione delle scelte strategiche operate dal P.T.C.P. vigente (art. 31 e seg.), che prevede una limitazione all’espansione di ciascuna zona produttiva comunale a favore dell’eventuale accorpamento delle esigenze di espansione sui poli di rango provinciale esistenti, distinti “da confermare” o “potenziare”.

Inoltre si è tenuto conto dei limiti fisici, delle fragilità del territorio, della tutela dei valori ambientali-culturali e delle scelte politiche che orientano lo sviluppo in base a criteri di sostenibilità, in relazione alle potenzialità e opportunità esistenti.
I limiti fisici dello sviluppo sono inoltre condizionati, oltre a quanto stabilito dall’Art.13 lettera f) della L.R.11/04 (SAU trasformabile), dal dimensionamento del Piano, sempre riferito al solo sistema insediativo produttivo, ricondotto alla nuova entità degli Ambiti Territoriali Omogenei (ATO).

La presenza della strutturazione romana dell'"Agrocenturiato", che permea quasi tutto il territorio dei Comuni del Camposampierese, ad eccezione dei Comuni di Piombino Dese e Trebaseleghe, e comprende una vasta area nei Comuni limitrofi posti ai confini sud (Vigonza e Vigodarzere), ovest (Curtarolo, San Giorgio in Bosco) est (alcuni Comuni del Veneziano).

L’agro centuriato è infatti ancora pressoché integro e riconoscibile e conservato nel sistema di strade e canali che ricalcano l’antica divisione parcellare romana; oltre a numerosi reperti archeologici sono infatti ancora leggibili, nella trama organizzativa dei suoli agrari, ancorchè limitata da alcune discontinuità fisiche, i tracciati costituiti dai tracciati stradali esistenti e latenti; tutto ciò costituisce un incredibile patrimonio di rilevante interesse storico, culturale, che il P.A.T.I. valuta nella sua complessità e bellezza attraverso la messa in campo di azioni strategiche di tutela e valorizzazione.

Concertazione e partecipazione

L’art. 5 della L.R. 11/2004 prevede, inoltre, la concertazione e la partecipazione con gli altri enti pubblici territoriali e con le altre amministrazioni preposte alla cura degli interessi pubblici coinvolti; prevede inoltre il confronto con le associazioni economiche e sociali portatrici di rilevanti interessi sul territorio e di interessi diffusi, nonché con i gestori di servizi pubblici e di uso pubblico, invitandoli a concorrere alla definizione degli obiettivi e delle scelte strategiche individuate dal presente P.A.T.I.
Tale metodo è stato attuato attraverso:

  • le procedure di “copianificazione” per la formazione condivisa e partecipata del Piano urbanistico, finalizzata a migliorare il processo decisionale e la successiva gestione;
  • il riconoscimento della responsabilità diretta dei Comuni relativamente alla “gestione” del proprio territorio per lo sviluppo della comunità locale, da esercitare con la Provincia e la Regione per le funzioni di salvaguardia, coordinamento e sviluppo territoriale;
  • la semplificazione dei procedimenti amministrativi, garantendo trasparenza e partecipazione;
  • la disponibilità del quadro conoscitivo e l’accessibilità al pubblico delle informazioni che lo costituiscono.

Gli incontri di confronto e partecipazione in merito al Documento Preliminare integrato, si sono tenuti nella giornata di giovedì 10 maggio 2012 presso la sala consiliare del Comune di Camposampiero e in particolare:
• a partire dalle ore 16.30 – con Enti territoriali, gestori di pubblici servizi e preposti alla cura di interessi pubblici;
• a partire dalle ore 18.00 – con Associazioni di protezione ambientale, Associazioni economiche e sociali nonché portatrici di rilevanti interessi o interessi diffusi, come da verbale e atti relativi.

Oltre ai contributi pervenuti nella prima fase concertativa del 2005, sono pervenuti al protocollo della Provincia di Padova, in relazione alla seconda fase concertativa, da parte degli Enti ed Associazioni, i contributi di Confcommercio – Ascom Padova, Forza Armata Esercito, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Confindustria Padova.
Sul nuovo Rapporto Ambientale Preliminare è stata espletata, altresì, la procedura di consultazione con le autorità ambientali competenti, per la quale sono pervenuti alla Provincia di Padova i pareri dell’Autorità di Bacino dei Fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione in data 9 maggio 2012 prot. n° 1246 e del Ministero per i beni e le attività culturali – Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto – in data 9 maggio 2012 prot. n° 5806, acquisendo altresì il parere positivo a condizione della Commissione regionale V.A.S., n° 24 del 22 marzo 2012.
Obiettivo della fase partecipativa, oltre alla ricerca di un consapevole consenso sui contenuti di un importante strumento strutturale innovativo, quale il P.A.T.I., è stato quello di far emergere eventuali criticità e problemi, nonché di favorire lo scambio di materiali e informazioni.
Le proposte-richieste pervenute, giudicate pertinenti con i temi del P.A.T.I. e ritenute condivisibili, non hanno comunque inciso sui criteri informatori del P.A.T.I..
La conclusione e gli esiti della fase di partecipazione e concertazione ai sensi dell’art. 5 della L.R. 11/2004, sono stati deliberati dalle rispettive Giunte Comunali, che hanno confermato gli obiettivi e le strategie del documento preliminare potendo ritenere gli interventi degli Enti ed Associazioni durante le suddette riunioni, nonché i suddetti documenti scritti pervenuti, quali contributi migliorativi per le modalità di costruzione del Piano.

Elaborazione, adozione, deposito e pubblicazione del Piano

A seguito della citata procedura di concertazione, si è avviata, in una prima fase, l’attività di elaborazione delle tavole di analisi del territorio, sulla scorta delle quali si sono delineate e cartografate le scelte strategiche derivanti dagli obiettivi indicati nel Documento Preliminare del Piano.
Gli elaborati sono stati predisposti tenendo conto:

  • dello stato di fatto, non solo sotto il profilo meramente conoscitivo, ma, soprattutto, quale elemento propedeutico per una corretta programmazione urbanistica strutturale;
  • dei contributi dei rappresentanti tecnico-politici dei comuni del Medio Brenta, espressi durante i numerosi incontri;
  • dei contributi pervenuti da parte di Enti e Associazioni tutti verificati e valutati;
  • degli obiettivi, finalità e scelte strategiche del P.T.C.P., recependone le direttive, prescrizioni e vincoli.

Gli elaborati costituenti il P.A.T.I. sono stati sottoscritti in data 18.12.2012 dai Comuni appartenenti al Camposampierese e dalla Provincia di Padova in qualità di soggetti copianificanti, come da verbale in medesima data completo delle prescrizioni contenute nei citati pareri.
Con Deliberazioni di Consiglio Comunale rispettivamente n. 44 del 29.12.2012, n. 50 del 21.12.2012, n. 56 del 27.12.2012, n. 51 del 29.12.2012, n. 59 del 21.12.2012, n. 64 del 31.12.2012, n. 50 del 27.12.2012, n. 43 del 22.12.2012, n. 43 del 27.12.2012, n. 43 del 22.12.2012, n. 40 del 22.12.2012, i Comuni di Borgoricco, Campodarsego, Camposampiero, Loreggia, Massanzago, Piombino Dese, San Giorgio delle Pertiche, Santa Giustina in Colle, Trebaseleghe, Villa del Conte, Villanova di Camposampiero hanno adottato il Piano di Assetto del Territorio Intercomunale – PATI del “Camposampierese”.

Il Piano adottato, quindi, è stato depositato dal 01 Febbraio 2013 per 60 gg (30+30) presso la segreteria di ciascun Comune, della Provincia e della Direzione Valutazione Progetti e Investimenti delle Regione Veneto; del deposito è stato pubblicato apposito avviso presso ciascun albo pretorio comunale, su quello Provinciale e su due quotidiani locali (Mattino di Padova e la Nuova Venezia), nonchè sul B.U.R..

Inoltre, a seguito dell’adozione, il Piano è pubblicato integralmente sul sito web della Provincia “Piani on Line”, strumento di e-democracy utilizzato per le fasi di concertazione/partecipazione del P.T.C.P., dei P.A.T.I. e dei P.A.T., per facilitare la consultazione e formulazione delle osservazioni ai Piani, nonché attraverso un link sui siti istituzionali dei Comuni.

Riadozione parziale – implementazione nel PATI delle “Linee guida sulle buone pratiche in materia di paesaggio del graticolato Romano”

Contemporaneamente all’elaborazione/adozione del Piano, si è avviata l’attività dell’Osservatorio locale sperimentale per il paesaggio del graticolato romano, ai sensi degli artt. 9 e 15 della L.R. 26.05.2011 n. 10 e della Dgrv n. 826 del 15.05.2012, attraverso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra la Regione e la Provincia di Padova, avvenuta in data 31.07.2012, e del cui Comitato di Gestione fa parte anche la Federazione dei Comuni del Camposampierese.

Tra le attività dell’osservatorio nel periodo considerato (2012 -2014), così come indicate nel cronoprogramma approvato dal Comitato Promotore con verbale n. 1 in data 10.09.2012, vi è quella relativa alla definizione delle “Linee guida sulle buone pratiche in materia di paesaggio del graticolato romano”, la cui stesura è stata affidata dalla Provincia al progettista del P.A.T.I., che ha prodotto il documento in versione definitiva in data 15.11.2013 prot. provinciale n. 156829.

I Comuni del Camposampierese hanno inteso, quindi, cogliere l’opportunità di implementare il P.A.T.I., già adottato nel mese di Dicembre 2012, con il citato Documento delle Linee guida, quale importante approfondimento tecnico - scientifico del complesso sistema storico dell’agrocenturiato romano, che caratterizza il paesaggio del territorio del Camposampierese, verificato che i contenuti di tale Documento non incidono né sui criteri informatori del Piano, che vengono complessivamente confermati, né sulla Valutazione Ambientale Strategica e di Compatibilità Idraulica.

Il contenuto delle linee guida, da considerarsi quale ausilio di carattere tecnico per gli amministratori e tecnici comunali, è articolato nei seguenti capitoli:

1) Premessa

2) Il P.T.R.C. 2009 - Variante a valenza paesaggistica

3) Analisi storico - territoriale - paesaggistica

4) Proposta di valorizzazione di una centuria

5) Interventi non soggetti ad autorizzazione paesaggistica – proposte

6) Normativa – Obiettivi ed indirizzi di qualità paesaggistica.

 

Con le seguenti deliberazioni di Consiglio Comunale i Comuni hanno, quindi, riadottato parzialmente il Piano, prevedendo l'implementazione di tale documento tra gli elaborati di progetto, fermo restando i contenuti delle analisi e progetto del PATI adottato:

-Borgoriccon. 47 del 28.12.2013

-Campodarsegon. 45 del 19.12.2013

-Camposampieron. 54 del 23.12.2013

-Loreggian. 44 del 28.12.2013

-Massanzagon. 65 del 19.12.2013

-San Giorgio delle Pertichen. 50 del 28.12.2013

-Santa Giustina in Collen. 60 del 23.12.2013

-Piombino Desen. 50 del 28.11.2013

-Trebaseleghen. 44.del 27.12.2013

-Villanova di Camposampieron. 46 del 17.12.2013

-Villa del Conten. 37 del 29.11.2013

 

Il Documento è stato depositato dal 24 Gennaio 2014 per 60 gg (30+30) presso la segreteria di ciascun Comune, della Provincia e della Direzione Valutazione Progetti e Investimenti delle Regione Veneto; del deposito è stato pubblicato avviso presso ciascun albo pretorio comunale, su quello Provinciale e su due quotidiani locali (Il Mattino di Padova e Il Gazzettino di Padova) nonchè sul B.U.R., e pubblicato integralmente sul sito web della Provincia “Piani on Line” e sui siti istituzionali di ciascun Comune.

Approvazione del P.A.T.I.

La procedura di pubblicazione e deposito del P.A.T. e del Documento “Linee guida sulle buone pratiche in materia di paesaggio del graticolato romano” è regolarmente avvenuta, come si evince dalla documentazione agli atti, e a seguito di essa sono pervenute n. 6 osservazioni di cui 1 entro i termini e n. 5 fuori termine.

L’attività di consultazione con le Autorità Ambientali, di cui alla procedura VAS, si è riavviata attraverso specifica richiesta di parere, con nota del 20.01.2014, sul Documento delle Linee Guida.

Delle Autorità ambientali coinvolte, sono pervenuti i seguenti pareri:

- Servizio Forestale Regionale - parere n. 39273 del 28.01.2014, pervenuto in medesima data prot. n. 14600/14;

- Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto – nota del 05.03.2014 prot. n. 3003 che conferma i precedenti pareri del 30.11.2011 e 09.05.2012.

- Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici – nota del 25.02.2014 prot. n. 29941, pervenuto in data 21.03.2014 prot. n. 42077/14.

 

E’ pervenuto, inoltre, il Parere della Commissione Regionale VAS sul Rapporto Ambientale e sul Documento delle Linee Guida, n. 55 in data 27.03.2014, e il Decreto di Validazione del Quadro Conoscitivo del Piano, n. 36 del 08.04.2014 da parte del Dipartimento Urbanistica e Paesaggio regionale.

Il Piano, attraverso apposita Conferenza di Servizi decisoria svolta in data 11.04.2014, ai sensi dell’art. 15 della L.R. 11/04, previo parere del Comitato Tecnico Provinciale - C.T.P. e della Valutazione Tecnica Provinciale V.T.P., è stato approvato, con prescrizioni, unitamente al Documento Linee Guida e alle controdeduzioni alle osservazioni pervenute.

Ratifica della Giunta Provinciale

A seguito dell’adeguamento degli elaborati del Piano di recepimento delle prescrizioni e precisazioni espresse dalla Conferenza di Servizi decisoria, la Giunta Provinciale, con deliberazione n. 94 del 29.05.2013, ha provveduto alla “ratifica” conseguente all’approvazione.

Tale provvedimento è stato pubblicato sul BUR n. 61 del 20.06.2014 e decorsi 15 gg. dalla sua pubblicazione il Piano si intende efficace.

Il Piano approvato, completo del Rapporto Ambientale, è depositato presso le segreterie dei Comuni ai sensi dell’art. 15 comma 8 della L.R. 11/04 e art. 17 D.Lgs 152/06.

Il Piano, completo del parere della Commissione Regionale VAS e della dichiarazione di sintesi, è consultabile nella versione definitiva, oltre che nel portale della provincia, anche nei singoli portali dei Comuni facenti parte del PATI.